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Impianto dentale e dolore: fa male mettere un impianto dentale?

Di per sé no, quello che sente il paziente dopo l’intervento sono solo piccoli fastidi momentanei. Ciò che fa male sono le complicazioni legate a mani inesperte, tecniche obsolete, 

utilizzo di strumenti non sterili, una mancata comunicazione tra dentista e paziente sul tipo di intervento necessario e aspettative, cattiva igiene orale del paziente e mancati controlli periodici.

Un impianto sano, posizionato con le tecniche chirurgiche più aggiornate, con una buona stabilità ossea e un buon rapporto occlusale non DEVE CAUSARE DOLORE nel più assoluto dei modi.

IMPIANTI DENTALI COSA SONO E COME SI PROGETTANO

struttura impianto dentale

Se sei arrivato su questa pagina sei sicuramente interessato ad approfondire l'argomento relativo agli impianti dentali, allora lascia che ti accompagni in una breve lettura che ti offrirà una serie di informazioni utili.

L’implantologia è una branca della chirurgia orale che si occupa di sostituire gli elementi dentari compromessi con dei manufatti protesici composti da una corona protesica fissa e da una vite in titanio che va ad osteointegrarsi (ovvero saldalsi con l’osso che la accoglie).

È una delle migliori soluzioni estetiche e funzionali che la medicina moderna offre per poter sostituire elementi dentari mancanti, fratturati o irrimediabilmente compromessi.

S'intuisce, da quanto appena scritto, che mettere un impianto è un vero e proprio intervento chirurgico, questo però non deve spaventarci... sono lontani ormai gli anni in cui il dentista era quella figura sadica che faceva le anestesie in fila e poi lasciava i pazienti in sala d’attesa ad aspettare ore prima di estrarre il dente, causando traumi e fobie verso la categoria con i quali, ogni giorno, ci confrontiamo.

L’odontoiatria moderna, messa in campo da clinici specializzati, in questo caso in chirurgia orale, si prefigge come obiettivo quello di rendere qualsiasi tipo di intervento sul paziente il più semplice, veloce ed indolore possibile. Per questo sono stati introdotti una serie di accorgimenti finalizzati ad eliminare ogni sorta di discomfort dalla fase preoperatoria fino a quella protesica.

impianto dentale struttura

COME VIENE REALIZZATO UN IMPIANTO DENTALE 

IMPIANTO DENTALE FASE PREOPERATORIA

Nella fase preoperatoria viene eseguita un CBCT, ovvero TC Cone Beam.

È una tc a basso dosaggio di raggi x, che ci permette di studiare, con immagini 3D, le arcate dentarie e valutare gli spessori ossei necessari per l’inserimento dell’impianto.

Successivamente vengono prese le impronte delle arcate e si registra l’occlusione. Nel nostro studio, grazie alla tecnologia dello scanner intraorale, che rileva le arcate creando un file digitale che può essere successivamente unito alle immagini della CBCT, le impronte non vengono più eseguite in maniera analogica, con il fastidiosissimo cucchiaio portaimpronta e alginato, che provocava spesso fastidi e vomito nei pazienti più sensibili.

Ottenuto il file unico si progetta nei migliori dei modi non solo la posizione del sito implantare, ma anche l’angolazione. Tutto ciò è necessario per programmare l’inserimento dell’impianto nel miglior modo possibile, in vista del posizionamento della corona per permetterà al paziente non solo di sorridere, ma anche di masticare senza problemi.

Il file unico, assieme alle proiezioni degli impianti che verranno inseriti, viene mandato al laboratorio odontotecnico per la realizzazione delle mascherine, le famose DIME CHIRURGICHE. Queste mascherine contengono delle informazioni capaci di guidare il dentista nella procedura di inserimento con giusta inclinazione e profondità dell’impianto. Inoltre, grazie al file unico, l'odontotecnico possiede tutte le informazioni per poter già confezionare i provvisori andando ad accorciare ulteriormente i tempi.

 
 

QUALI PRECAUZIONI ADOTTARE NELLA PROGETTAZIONE DELL'IMPIANTO DENTALE

Esistono, all'interno della bocca, delle strutture nobili che vanno salvaguardate dagli interventi chirurgici, per esempio nella mandibola si trova il Nervo Alveolare Inferiore (NAI). Quando si progetta un impianto in posizione posteriore sull’emimandibola è buona cura localizzare, tramite immagini 3D, il NAI e calcolare la sua distanza dalla cresta ossea (es. se io ho 10 mm programmerò di posizionare un impianto lungo massimo 8 mm).

Come faccio a capire se mi è stato compresso il nervo?

Un sintomo tipico della compressione è il dolore fisso e l'alterazione della sensibilità al labbro. In caso di impianti su mascella invece dobbiamo stare attenti ai seni paranasali, due cavità a stretto contatto con gli elementi superiori posteriori, non capita di rado infatti di vedere delle sinusiti causate da infezioni odontogene: un molare necrotico con una radice che pesca nel seno, ecco che viene scatenata un’infiammazione a livello del seno.

Anche in questo caso bisogna calcolare la distanza della struttura nobile dalla cresta ossea a livello dell’area scelta per il sito implantare per scongiurare ogni tipo di complicanza: dalla sinusite alla più grave e rara migrazione dell’impianto nella cavità orbicolare e conseguenti lesioni alla vista.

IMPIANTO DENTALE: FASE OPERATORIA

Il giorno dell’intervento al paziente sarà richiesto di eseguire una profilassi antibiotica in modo da diminuire la carica batterica durante il tempo di esecuzione dell'intervento. Ricordiamoci che siamo all’interno del cavo orale, dove vivono una miriade di batteri e dove è fondamentale evitare infezioni che possono causare dolori nel paziente e perdita dell’impianto.

A questo scopo quindi viene prescritto al paziente di assumere 2mg di amoxicillina e acido clavulanico un’ora prima dell’intervento. Nei pazienti più ansiosi è consigliata la sedazione cosciente, effettuata con protossido d’azoto, gas esilarante, che inalato in un giusto mix con l’ossigeno crea una sensazione piacevole di rilassamento, tipico segnale dell'effetto della sedazione sono le mani sudate.

Grazie al protossido il paziente riesce a vivere l’esperienza dal dentista con maggiore tranquillità, il conseguente senso di rilassatezza abbassa la soglia del dolore ed elimina il riflesso al vomito, permettendo maggiori manovre all’interno del cavo orale.

Una volta sedato il paziente di effettua l’anestesia locale nell’area dove si andrà ad operare. Negli interventi di implantologia non si effettua un’anestesia che va a bloccare la conduzione delle fibre nervose a monte come avviene nella tronculare. Sicuramente anche tu avrai provato l’esperienza di andare via dal dentista con ancora metà faccia addormentata.

Bene nell'inserimento degli impianti dentali viene anestetizzata solo la gengiva, questo perché l’osso non ha fibre nervose dolorose, a differenza delle mucose e degli elementi dentari. Nei casi più fortunati non è necessario neanche incidere e scollare lembi: quando ci sono buoni spessori di osso e una buona gengiva cheratinizzata di opta per un impianto flapless, si fa un opercolo esponendo l’osso in corrispondenza di dove andremo a posizionare l’impianto e si inizia a preparare il tunnel implantare.

Una volta che si ha un tunnel implantare delle giuste dimensioni si inserisce l’impianto e si posiziona la vite di guarigione che rimarrà lì per 6 mesi prima di caricare con la corona, in questo modo i tessuti molli verranno modellati per accogliere la protesi nella maniera più confortevole possibile.

Nel caso in cui il dentista ritenga sia necessario scollare un lembo per avere maggiore visione , è sempre buona prassi prescrivere una terapia di 4 giorni di cortisone per scongiurare possibili gonfiori. 

Quando si scollano dei lembi, infatti, si va ad esporre l’osso e questo si traduce con un piccolo trauma dei tessuti molli che innesca una risposta infiammatoria e quindi gonfiore.

Il modo migliore è trattarlo con antinfiammatori sia cortisonici e non steroidei. Attenzione però che il gonfiore è soggettivo, ma non è mai di grosse entità, qualora ci si renda conto di avere la faccia gonfia e con dolore pulsante è bene chiamare immediatamente il dentista che provvederà a visitarvi.

IMPIANTO DENTALE: FASE POST OPERATORIA

Il dentista prescriverà una terapia cortisonica e antidolorifica e programmerà dei controlli ad una settimana, 3 e 6 mesi per valutare i progressi dell’intervento.

Ovviamente una volta finito l’effetto dell’anestesia si potrà sentire un leggero fastidio legato alla gengiva. È un dolore molto soggettivo, ma il dentista preferisce sempre prescrivere la terapia antidolorifica al bisogno. Consiglierà anche degli accorgimenti da avere sia per la dieta che per l’igiene.

È necessario per i primi giorni seguire una dieta morbida e possibilmente fredda o tiepida per non irritare ulteriormente le mucose interessate dall’intervento, riposare con la testa rialzata, evitare sforzi, seguire un’igiene orale quasi maniacale con controlli ogni 6 mesi associati a sedute di igiene professionale.

All’università si dice “Si scrive impianto, Si legge manutenzione”, questo perché dal momento in cui viene posizionato l’impianto è necessario mantenere una buona routine per scongiurare possibili perimplantiti che non solo causano dolore, ma anche cattivo odore, presenza di pus ed infine perdita dell’impianto. In casi del genere il dolore non lo sentirete solo in bocca, ma anche nel portafogli in quanto non solo sarà necessario rimuovere l’impianto, ma anche pulire bene il sito, aspettare qualche mese e ripetere la procedura magari con anche un intervento di rigenerativa.

IMPIANTI DENTALI: FASE PROTESICA

Trascorsi 6 mesi l’impianto è osteointegrato, quindi ben saldo nell’osso e possiamo posizionare la corona.

Ci sono diverse scuole di pensiero, ma soprattutto nelle zone estetiche è buon uso consegnare prima un provvisorio che condiziona i tessuti e crea delle belle parabole gengivali e dopo qualche mese il definitivo.

MASTICARE CON L'IMPIANTO ALCUNI SUGGERIMENTI

Quando finalmente si inizierà a masticare sull'impianto si scoprirà che non si avrà la sensibilità che dava il dente.

Per questo è importante stare più attenti ai cibi che si ingeriscono: occhio a noci, le classiche pietroline nascoste nel sale marino, pallini nascosti nelle carni della selvaggina, perché c’è sempre il rischio che qualcosa del manufatto protesico si possa lesionare o rompere, provocando nella maggior parte dei casi semplici fastidi, ma a volte anche dolore.

Altro accorgimento che salva il paziente da possibili dolori è la gestione dei tessuti molli, sì, ma in che modo?

Ci sono casi dove abbiamo una buona gengiva cheratinizzata e un buon osso e possiamo così ottenere un ottimo risultato estetico, purtroppo però non è sempre così, anzi capita spesso e volentieri che sia necessario effettuare un intervengo di rigenerativa, di cui parleremo un’altra volta, e un successivo innesto di connettivo. Di cosa si tratta? In poche parole si tratta di prelevare del tessuto dal palato, sempre previa anestesia locale, allestire un lembo marginale a spessore parziale in corrispondenza dell’impianto e suturare la piccola porzione di tessuto prelevato dal palato tra lembo e periostio. Questa operazione ci permette di avere una gengiva bella e formosa che sorreggerà la corona avvitata/cementata all’impianto e permetterà una detergibilità migliore, in poche parole gengiva cheratinizzata= minore incidenza di perimplantiti.

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